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LETTERATURA2019-07-10T22:43:50+02:00

“Nel cuore di Yamato” scritto da Aki Shimazaki

Cinque vite raccontate in prima persona dai protagonisti. Cinque vicende che a volte si intrecciano, a volte si sfiorano appena. Cinque storie che parlano d’amore, in tutte le sue forme, di rivalsa, di sacrifici, di sentimenti contrastanti e di dolorosi segreti, narrate con una delicatezza poetica che non si perde in sentimentalismi. Sullo sfondo, la storia del Giappone: la guerra, l’economia, la cultura, il ferreo rispetto delle regole. Aki Shimazaki ci invita nelle case dei suoi personaggi in punta di piedi, per assaporare il quotidiano di diverse epoche (descrivendo la cerimonia del tè, gli haiku, le canzoni e il sistema scolastico) ed entrare nel cuore del Giappone, anticamente chiamato Yamato.

 

 

“Vivere e scoprire il Giappone” scritto da Yutaka Yazawa

Nel Giappone attuale le antiche tradizioni, come praticare l’arte del “bagno di foresta” – shinrin-yoku -o contemplare l’imperfezione attraverso l’estetica del wabi-sabi, convivono accanto a usanze ultramoderne e all‘utilizzo delle tecnologie più avanzate. Yutaka Yazawa delinea il ritratto di un paese affascinante e ricco di contraddizioni, facendoci scoprire il meglio dell’arte, della cucina, della filosofia e dello stile di vita giapponesi. Da un lato Tokyo, la madre di tutte le megalopoli, dall’altro un territorio montagnoso ricoperto per due terzi da foreste, a sottolineare come il rispetto e la celebrazione della natura siano ancora centrali nella cultura nipponica. Dai film di Miyazaki alla vita agreste, dalla cerimonia del tè allo shintoismo, andiamo alla ricerca del nostro equilibrio zen, scopriamo la gioia dell’ikigai e soffermiamoci a comprendere ciò che rende unico il paese del Sol Levante.

 

 

“Io sono un gatto” scritto da Natsume Sōseki

La quotidianità del primo Novecento giapponese raccontata in prima persona da un osservatore d’eccezione: il gatto senza nome del professor Kushami che, con sguardo attento e scettico, si aggira per casa ascoltando gli umani filosofeggiare e riportando impressioni e giudizi sulle loro assurde abitudini. («Visto però che non è lecito recintare e vendere l’aria, perché allora dovremmo considerare legittima la proprietà della terra?»). Un concentrato di tenerezza felina e cinico sarcasmo in un grande classico della letteratura giapponese moderna. Impossibile non affezionarsi.
«Ho ascoltato senza battere ciglio le storie che questi tre uomini hanno raccontato uno dopo l’altro, senza trovarle né divertenti né tristi. Ho soltanto pensato che gli esseri umani parlano a vanvera per far passare il tempo, ridono di ciò che non fa ridere, considerano spassoso ciò che non lo è. Non sanno fare altro».