Quando anche gli antenati tornano a casa per le vacanze

Amici di Kokoro, agosto in Giappone significa caldo, vacanze estive, angurie e porta zampironi a forma di maialino.

Ma è anche il periodo in cui, secondo la tradizione, persino chi non è più tra noi decide di tornare a casa: mi riferisco all’おぼん (Obon),  una ricorrenza durante la quale si accoglie simbolicamente gli spiriti dei propri antenati tra le mura domestiche.

Tra lanterne, danze, piccoli fuochi e persino cetrioli trasformati in cavalli, scopriamo cosa succede quando i nostri due mondi si concedono qualche giorno di insolita vicinanza!

🌿 Kanji fondamentali

🫘 盆 (bon): vassoio

お盆 Obon deriva da 盂蘭盆 (urabon), termine legato al sanscrito ullambana e alla cerimonia buddhista dedicata agli spiriti dei defunti.
Con il tempo 盂蘭盆 → 盆 (bon) si è abbreviato, mentre la お (o) è stata aggiunta come prefisso onorifico.

Nella maggior parte del Giappone viene celebrato dal 13 al 16 agosto, anche se in alcune regioni lo si osserva nel mese di luglio.

Okaeri! Gli antenati tornano a casa

Secondo la tradizione, durante l’Obon gli spiriti degli antenati (先祖せんぞ  senzo) fanno temporaneamente ritorno nel mondo dei vivi.

Per accogliergli come si deve, milioni di persone lasciano le grandi città per tornare in famiglia, dando vita al celebre 帰省きせいラッシュ (kisei rush). Le statistiche per il 2025 dicono che, sulle principali linee JR East, oltre 2.4 milioni di cittadini abbiano lasciato Tokyo durante il periodo festivo… mettendo letteralmente in movimento il Paese.

Il ritorno a “casa” comporta una serie di visite al cimitero 墓参はかまい(haka mairi)  con tanto di offerte floreali, incenso e preghiere おいの(oinori) dedicate ai propri cari defunti… cogliendo al tempo stesso l’occasione per trascorrere qualche giorno tranquillo insieme a quelli ancora in vita.

🌱 漢字一覧かんじいちらん Lista di Kanji

🫘 (saki/sen): prima, precedente
🫘 (so): antenato, avo
🫘 (kae.ru/ki): tornare, fare ritorno
🫘 (kaeri.miru/shō, sei): riflettere, esaminare
🫘 (haka/bo): tomba
🫘 (mai.ru/san): recarsi, fare umilmente visita; partecipare
🫘 (ino.ru/ki): pregare, augurare, invocare

Bon Odori: anche gli spiriti ballano

L’Obon non è soltanto raccoglimento e visite alle tombe. Al calare della sera, piazze, templi e quartieri si animano di musica e colori con le 盆踊ぼんおどり(Bon Odori), le “danza dell’Obon”.

Al centro viene spesso costruita una torre chiamata やぐら(yagura), attorno alla quale si danza seguendo semplici movimenti al ritmo incalzante dei 太鼓 たいこ(taiko), i tamburi giapponesi.

Molti partecipano indossando lo 浴衣ゆかた (yukata) e l’atmosfera, tra lanterne e musica, ricorda quella dei 夏祭なつまつり(natsu matsuri) di cui abbiamo parlato nell’articolo precedente. Solo che questa volta, almeno simbolicamente, alla festa prendono parte anche gli antenati…

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🫘 (odo.ru/yō): danzare
🫘 (yagura/ro): torre, struttura rialzata
🫘 (futo.i/tai): grande, grosso
🫘 (tsuzumi/ko): tamburo
🫘 (a.biru/yoku): bagnarsi, fare il bagno
🫘 (koromo/i): veste, abito

 

Perché i fantasmi giapponesi amano l’estate?

Proprio nei mesi più caldi prendono piede i 怪談かいだん (kaidan), i tradizionali racconti dell’orrore. Il legame non è casuale: una teoria vuole che, prima dell’invenzione dell’aria condizionata, una storia abbastanza terrificante da far venire i brividi fosse un ottimo modo per sentirsi un po’ più “freschi”…

Scherzi a parte.

Nel periodo Edo come forma di celebrazione fantasmagorica dell’Obon si organizzavano le  ひゃく物語ものがたり怪談かいだんかい  (hyaku monogatari kaidan kai): cento storie dell’orrore raccontate di notte, spegnendo una luce dopo ciascuna. Alla centesima, si credeva che potessero apparire entità soprannaturali…!

Protagonisti immancabili di questi racconti erano gli 幽霊ゆうれい (yūrei), i fantasmi. Pur essendo concettualmente simili a quelli “occidentali”, avevano un look ben diverso dal classico lenzuolo: capelli neri, abiti bianchi e piedi misteriosamente assenti ne hanno fatto un’icona dell’horror giapponese.

Diversi dagli yūrei sono gli 妖怪ようかい (yōkai), creature e fenomeni soprannaturali del folklore che possono assumere le forme più bizzarre, dai mostri agli animali mutaforma (come volpi, tassi etc). Anche loro possono fare capolino nei kaidan. 

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🫘 (ayashi.i/kai): strano, misterioso, sospetto
🫘 (dan): racconto, conversazione
🫘 (hyaku): cento
🫘 (mono/butsu): cosa, oggetto
🫘 (kata.ru/go): raccontare, parola
🫘 (a.u/kai): incontro, riunione
🫘 (): oscuro, appartato, ultraterreno
🫘 (rei/tama): spirito, anima
🫘 (ayashi.i/yō): misterioso, ammaliante, soprannaturale

Cetrioli e melanzane… con quattro zampe?!

Ed eccoci probabilmente a una delle immagini più curiose dell’Obon.

In alcune zone vengono preparati gli 精霊しょうりょううま   (shōryō-uma), piccoli animali realizzati inserendo quattro bastoncini in un cetriolo o in una melanzana.

No, non è il risultato di un pomeriggio particolarmente creativo in cucina… Il cetriolo rappresenta un cavallo, mentre la melanzana un bue.

Secondo la tradizione, il cavallo permette agli antenati di raggiungere rapidamente la famiglia all’inizio della festa; il bue, decisamente meno frettoloso, li scorta mansueto nel viaggio di ritorno. Secondo alcune interpretazioni, quest’ultimo avrebbe anche il pratico compito di trasportare con sé le offerte ricevute dai vivi durante la visita.

La diversa velocità dei due animali, all’andata e al ritorno, rappresenta bene i sentimenti di chi resta: che “tornino il più velocemente possibile e se ne vadano senza fretta.”

🌱 漢字一覧かんじいちらん Lista di Kanji

🫘 (sei/shō): spirito, essenza
🫘 (uma/ba): cavallo
🫘 (ushi/gyū): bue, mucca

Gozan no Okuribi: un ultimo saluto col fuoco

Anche a casa ci si prepara per gli ospiti. Davanti all’ingresso o nel cortile, alcune famiglie accendono i むか (mukaebi) i “fuochi di accoglienza”, che indicano simbolicamente agli spiriti la strada del ritorno: una sorta di pista d’atterraggio ultraterrena, perché perdersi proprio all’ultimo sarebbe piuttosto seccante.

Alla fine vengono invece accesi gli おく (okuribi) i “fuochi di commiato”, per accompagnare gli antenati nel viaggio inverso con altrettanta premura.

Sulla stessa linea, una delle celebrazioni più spettacolari che segnano la conclusione dell’Obon proprio con l’utilizzo del fuoco è il 五山ござんおく (Gozan no Okuribi) .

Si tiene a Kyoto la sera del 16 agosto. Per l’occasione vengono accesi enormi fuochi sulle cinque principali montagne che circondano la città. Il più famoso viene acceso sul sul monte Nyoigatake: forma il carattere だい (dai), “grande”ed è conosciuto come だい文字もんじ (daimonji).

Questi fuochi non sono soltanto uno spettacolo: simboleggiano un ultimo “okuribi comunitario”… almeno fino all’estate successiva.

🌱 漢字一覧かんじいちらん Lista di Kanji

🫘 (muka.eru/gei): accogliere
🫘 (hi/ka): fuoco
🫘 (oku.ru/sō): mandare, accompagnare
🫘 (itsu/go): cinque
🫘 (yama/san): montagna
🫘 (ō.kii/dai): grande
🫘 (fumi/bun, mon): scrittura, testo
🫘 (ji): carattere, lettera

Conclusione

Durante l’Obon gli antenati tornano simbolicamente a casa: chi ci ha lasciato può essere lontano, ma per qualche giorno avrà sempre un posto riservato in famiglia…👪💕

Quale di queste tradizioni dell’Obon vi ha sorpreso di più? Fatecelo sapere nei commenti!👻🔥

またね!Mata ne!

ジュリア